Come allenare la Resistenza Mentale

A volte mi capita di ricevere commenti da alcuni dei miei triatleti su allenamenti che loro ritengono particolarmente duri. Mi scrivono chiedendomi cosa devono fare per riuscir a completare l’allenamento come l’ho prescritto e senza “soffrire così tanto”. Di fronte a questa domanda, a volte piena di frustrazione e demotivazione, io rispondo con un’altra domanda:

Cosa farai quando sarai in gara e ti troverai a “soffrire” così o di più?

Certamente, invece di rispondere con un’altra domanda, potrei dare subito un consiglio sulla tecnica o sulla nutrizione che li consentirebbe di fare meno fatica fisica.
Ma la mia domanda cerca di sfruttare questo momento per riporre l’attenzione sull’importanza della resistenza mentale, non solo fisica, del nostro sport (e di tutti gli sport di endurance). Di fatto, la maggior parte dei triatleti sa bene che la resistenza si crea non solo a livello fisico, ma soprattutto a livello mentale.
Quello che molti non sanno invece è che la mente, così come i muscoli, cuore e polmoni, può – e deve – essere allenata a resistere di più!

Allenamento mentale

La tolleranza o resistenza mentale alla fatica e disagio fisico è determinata da diversi fattori:  la formazione, la cultura, le esperienze, i paradigmi, e anche dalla nostra “abitudine e familiarità” con la fatica.
Di fatto, molti dei grandi atleti di endurance sono cresciuti in ambienti non sempre facili, dove hanno dovuto lottare parecchio per raggiungere i propri obiettivi. In questo modo, hanno sviluppato una grande tolleranza alla fatica negli anni che li rende più resilienti rispetto alla maggior parte delle persone.  

Ed è proprio quella resistenza mentale superiore che distingue i veri campioni.
Di certo non sono le qualità fisiche che fanno la differenza a livello degli atleti di élite.
Quando il fiato manca e le gambe fanno male, tanto male, è in quel momento che i campioni sanno trovare la grinta per andare oltre e vincere.

Ma per avere quella resistenza mentale, non bisogna per forza essere cresciuto in condizioni difficili.
Ci sono di fatto campioni, che pur crescendo in ambienti meno duri, sono stati in grado di sviluppare una grandissima resistenza mentale attraverso un continuo allenamento. Anno dopo anno, si sono abituati sempre di più a tollerare il disagio, la fatica e il dolore fino al punto di riuscire a dare fisicamente di più degli altri.

A questo punto forse penserai : “beh, io non voglio essere un campione, voglio soltanto gareggiare per divertirmi!”

Bene! Anche a me piace divertirmi quando gareggio e cerco sempre di ricordare ai miei triatleti che il cronometro va sicuramente guardato, ma che alla fine noi gareggiamo con il primo obiettivo del divertimento.
Detto questo, ti posso garantire che se ti sei allenato a livello mentale, allora riuscirai a divertirti ancora di più in gara. Mentre i più “deboli” a livello mentale si troveranno a “soffrire”, tu sarai in grado di goderti l’esperienza molto di più perché avrai un livello di tolleranza molto più alto.
Se sei ben allenato a resistere mentalmente, arriverai al punto di sorridere di più quando la gara diventerà più dura e il tuo fisico inizierà a cedere. Sarai pronto per quel momento e sarà quello il momento che cercherai di più in gara!

Ma come dovresti allenare la resistenza mentale?

Semplice.
Come alleni il fisico: con carichi non continui, ma frequenti e gradualmente più forti.
Il miglior modo per farlo è mediante la visualizzazione, ma si può fare anche durante i  normali allenamenti fisici.

Visualizzazioni

Questo è il metodo maggiormente utilizzato dagli Psicologi Sportivi.
Richiede di trovare uno spazio tranquillo e almeno 15 minuti di totale concentrazione per ripercorrere mentalmente, ad occhi chiusi, tutta la gara. Per ottenere i maggiori benefici, bisogna cercare di rendere la visualizzazione molto dettagliata, associando non solo immagini, ma colori, profumi, suoni, e sensazioni ad ogni instante della gara. Inizialmente si può guardare tutto come se fosse un film, per poi passare a vedere tutto in prima persona, cercando di immaginare quello che si vedrà e sperimenterà ad ogni istante della competizione.

Una visualizzazione efficace è quella che si riesce a fare mentre si respira profondamente e si associano sensazioni positive, quali autostima, fiducia in se stessi, forza fisica,  gioia, calma e rilassatezza.
Con queste sensazioni ben presenti si rivedono mentalmente tutti i passaggi della gara, specie quelli più duri.  Grazie alla ripetizione, anche più volte a settimana e per vari mesi, si abituerà la mente alla sensazione di fatica come una situazione normale e comune, la quale non sarà rifiutata, ma invece accolta con calma e rilassatezza. E in certi casi, anche con gioia e soddisfazione, perché sarà proprio in quel momento che si staccheranno decisamente gli altri e si farà la differenza! 😉

In allenamento

Questo è il metodo che io consiglio di più ai miei triatleti.
Avendo già poco tempo per allenarci a livello fisico, di sicuro abbiamo ancora meno tempo da dedicare alle visualizzazioni. Per tanto, è un’ottima idea combinare allenamento fisico e mentale allo stesso tempo. In realtà, che lo vogliamo o no, questi allenamenti sono sempre combinati.
Quello che “ci diciamo” mentalmente mentre facciamo fatica è quello che stiamo “registrando” nella mente. I messaggi che ci passiamo ogni volta che siamo a fare una ripetuta massimale, quando abbiamo le gambe piene di acido lattico, o quando siamo stanchi dopo un lunghissimo di corsa, sono gli stessi che andremo a ripetere  nei momenti più difficili della gara.

La prossima volta che farai un allenamento duro e sfidante, non pensare più frasi come “non ce la faccio”, “ è troppa fatica per me”, “fa troppo male”, “sono lento”, “non ce la farò mai” e altre simili perché il tuo cervello si convincerà che sono la verità e tu sentirai la fatica ancora più forte della realtà, e così il tuo corpo finirà per rallentare o fermarsi del tutto.

La tua mente può essere un potente alleato o rendere tutto molto più difficile!

La prossima volta che farai un allenamento molto difficile, quando stai iniziando la parte più dura, fa un bel respiro e… sorridi!
Di a te stesso che sei lì ad allenarti proprio per trovare quella sensazione.
Ricordati che quella fatica sarà solo temporanea e che grazie ad essa diventerai sempre più forte.
Invece di rifiutare il momento, accogli la fatica a braccia aperta, rendila tua amica e divertiti a superarla.

Alla fine dell’allenamento sarai sicuramente stanco, ma sarai mentalmente più forte!

Buon allenamento e buon divertimento!

José

P.S. E tu come alleni la resistenza alla fatica ? Hai un tuo metodo personale che vuoi condividere ?
Lascia il tuo commento !

 

Commenti

commenti

Join the discussion 2 Comments

  • Gianni ha detto:

    Scrivi ciò che ho sempre pensato, addirittura dando priorità alla mente, perché senza l'allenamento di quella determinazione e della resistenza alla sofferenza non si potrebbe proseguire con la durezza e il volume degli allenamenti giornalieri/settimanali.
    Mentre corro/pedalo o nuoto e non ho più energie o il fiato manca e tutto mi dice di fermarmi penso esattamente che quelle sensazioni ritorneranno in gara e se non le affronto ora non le affronterò nemmeno dopo. Non si molla mai!
    Un tassello oggi, uno domani e un'altro ancora dopo, così come si costruisce l'allenamento del corpo, allo stesso modo si forgia la mente. Non sarà utile solo nello sport, anche le altre sfumature della vita ne gioveranno. Buon triathlon a tutti, con obiettivi e sorrisi prima e dopo la finish line.

  • matteo ha detto:

    La preparazione mentale personalmente la preparo in questo modo: all'inizio penso alla distanza e mi prefiggo determinati tempi da percorrere. Poi, una volta in allenamento e quasi raggiunto l'obiettivo prefissato, aumento di poco la distanza ed il mantenimento. Penso che se sono arrivato fino a quel punto, posso andare ancora oltre, resistere ancora per poco. Poi, valutate le condizioni fisiche, sempre psicologicamente abituo il fisico che la sofferenza è quasi terminata,  in realtà procedo con l'esercizio e l'attività magari aumentando sia la distanza, sia la velocità.

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