Come uscire vivi dalla frazione di nuoto ed essere pronti a dare il massimo.

josenuotoNon so se è lo stesso per te ma ho notato che per la maggior parte dei triatleti la frazione più corta della gara è anche la più temuta.

Per coloro infatti che non provengono dal nuoto o che non hanno una tecnica affinata da tempo, la frazione di nuoto può rappresentare un vero e proprio ostacolo, talvolta addirittura una paura.

Come affrontarla?

Ma anche per i triatleti provetti, uno degli aspetti più duri e frustranti dell’allenamento è legato al miglioramento delle performance nel nuoto.

Perché non diventiamo più veloci in gara come nelle altre due discipline?

La risposta a queste domande risiede nel fatto che il nuoto nel triathlon è ben diverso dal nuoto in piscina e le caratteristiche richieste e le capacità da allenare non sono le stesse.

Il nuoto è senza dubbio lo sport più tecnico tra le tre discipline che costituiscono la triplice e richiede una preparazione specifica e lunghi allenamenti per “automatizzare” la tecnica e renderla efficace ed efficiente.

Molto spesso i triatleti frequentano corsi di nuoto o si rivolgono ad istruttori di nuoto per migliorarsi in questo sport: nel nuoto puro si è incoraggiati ad imitare i migliori nuotatori al mondo che sono in grado di nuotare come pesci, capaci di reclutare una grande proporzione di muscoli per scivolare con il minimo sforzo bracciata dopo bracciata alla massima velocità e potenza.

La verità è che i nuotatori puri (agonisti) si sono allenati per una vita per sviluppare un livello di forma aerobica ottimale  e hanno sviluppato una forza specifica ei muscoli propri richiesti dai movimenti del nuoto e difficilmente possono essere paragonati ai triatleti, che invece sviluppano il loro livello aerobico su più discipline e i cui muscoli NON sono sviluppati in maniera specifica per il nuoto.

Senza contare poi che nel triathlon bisogna essere sì efficaci nella propria bracciata per poter avanzare velocemente, ma bisogna anche essere efficienti e risparmiare energie per le frazioni successive: uscire dall’acqua spossati penalizzerebbe tutta la competizione.

Infine la tecnica di nuoto tradizionale in piscina prevede un corpo allungato, una scivolata lunga e bracciate lunghe e potenti, ma allenandosi solamente in questo modo si finisce per mancare della forza necessaria per affrontare  le difficoltà che si riscontrano in acque libere.

Risultato :  in gara si fanno continuamente delle "mini pause" interrompendo così l'azione, per poi riprendere a nuotare, il che rappresenta un processo che consuma moltissima energia.

Noi triatleti possiamo imparare molto dai nuotatori puri, ma allo stesso tempo dobbiamo ricercare una tecnica che sia al tempo stesso veloce ed efficiente e ci permetta di “navigare” nelle caotiche condizioni delle acque libere.

Ci serve una bracciata che non sia facilmente perturbabile dai movimenti degli altri nuotatori intorno a noi e che ci permetta di conservare energia per pedalare e correre:

Vediamo quali caratteristiche deve avere la bracciata del Triatleta:

Bracciata veloce e più corta

In acque libere la bracciata deve essere più veloce, più corta e continua rispetta a quella in piscina per minimizzare le perturbazioni delle onde e delle scie degli altri nuotatori.

Bracciata potente all'inizio

La bracciata dev’essere potente soprattutto appena la mano entra in acqua in modo da accelerare rapidamente con ogni bracciata e in modo da usare maggiormente i gruppi di muscoli come i pettorali

Frequenza di bracciata più elevata

Aumentare la frequenza di bracciata (bracciate per minuto) in modo tale da muoversi rapidamente tra una bracciata e l’altra e essere meno esposti dalle perturbazioni esterne (onde, bracciate degli altri, etc.)

Insomma per un Triathlon Efficace serve un Nuoto Efficace !

E serve sviluppare una tecnica che sia adatta e specifica al nostro sport.

I triatleti non hanno né la forza né il condizionamento muscolare (e molte volte nemmeno la stazza) per usare le tecniche di leggende come Ian Thorpe o Michael Phelps (o più semplicemente dei nuotatori agonisti).

Una tecnica che riduca lo scivolamento e che abbia una maggiore frequenza di bracciata, con bracciate più corte e veloci è più efficace in acque libere e permette inoltre si risparmiare energia per il resto della competizione.

Ok José e adesso che so queste cose come faccio praticamente a migliorare ?

Ricevo tante domande simili a quella sopra.

Nel corso degli anni ho messo a punto una metodologia di preparazione al nuoto specifica per il triatleta.

Una metodologia che spesso lascia stupito sia me che i miei atleti per la velocità con cui migliorano drasticamente la loro tecnica in acqua e di conseguenza escono dalla prima frazione della triplice, con tempi migliori e soprattutto maggiori energie.

Ho deciso allora di mettere assieme la mia metodologia all'interno di un nuovo corso che sto preparando, che sarà composto da un manuale ed una sequenza di video esplicativi delle diverse tecniche.

Rimani quindi sintonizzato, ancora qualche giorno e Nuoto Efficace sarà disponibile a condizioni speciali per festeggiare il lancio di questo lavoro che mi è costato mesi di nottate a scrivere 🙂

A prestissimo, buon allenamento.

José

P.S. Se ti va di condividere il tuo rapporto con il nuoto, lascia il tuo commento qui in basso.

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