Quanto allenarsi in vacanza

Siamo a metà Luglio e, come ogni anno, la domanda più comune tra i miei nuovi atleti è : “Coach, vado in ferie per due settimane, quanto mi devo allenare ora che avrò molto più tempo libero?“.

Dietro la domanda c’è sempre la (non tanto) velata richiesta : “Voglio allenarmi tutto il giorno come un PRO, Coach!” e quindi ogni volta che sentono la mia risposta rimangono delusi e tendono a mettere anche in dubbio le mie competenze. Ormai, dopo anni, mi sono abituato a queste reazioni e quindi sono sempre pronto a raccontare loro la storia di Sir Roger Bannister, noto per essere il primo atleta a correre il miglio sotto i quattro minuti nel 1954. 

Non so se anche tu hai questa tendenza a voler fare molto di più in vacanza, ma nel dubbio, provo a raccontare questa storia anche a te! 😉

Negli anni 40 e 50, il miglio era l’evento più popolare e prestigioso nell’atletica. Un po’ come è la maratona oggi. Così come oggi ci sono scienziati, allenatori e atleti che fanno gara ad abbattere il muro delle due ore nella maratona, così negli anni 50 si pensava ad abbattere il muro dei 4 minuti nel miglio. Dopo diversi tentativi dei migliori atleti dell’epoca che arrivavano a 4:03, 4:02, 4:01, ma mai oltre il “muro”, gli scienziati avevano concluso che era umanamente impossibile correre più velocemente questa distanza. Avevano sentenziato, che chi l’avesse fatto, sarebbe morto subito dopo!

Come tutti gli altri atleti, anche Bannister aveva provato diverse volte e fallito. Così quando all’inizio dell’ 1954 dichiarò che avrebbe fatto un nuovo tentativo di rompere il record, molti si aspettavano un nuovo fallimento. Questa volta, lui fece qualcosa di molto diverso dalle volte precedenti e incomprensibile, che lasciò tutti scioccati: a solo due settimane dal tentativo, Bannister prese la strana decisione di interrompere i suoi duri allenamenti di intervalli in pista per rimpiazzarli per una vacanza in montagna con degli amici.

Per giorni, si dedicò a camminare sui sentieri di montagna, mentre rideva e chiacchierava di tutto tranne che di corsa o del suo prossimo tentativo di record. Certamente, la camminata in montagna non era un’attività di completo riposo, ma in confronto alle massacranti ripetute di 400m in pista che aveva supportato per mesi, erano niente. Bannister si stava rilassando e riposando.

Quando tornò in Inghilterra, non cercò di “recuperare l’allenamento perso”, ma continuò a fare attività blanda per altri 3 giorni per essere sicuro di essere ben riposato. Poi a solo due giorni del tentativo, completò alcuni brevi allenamenti intensi per risvegliare il suo fisico, ma senza stancarsi.

Riposato e fresco, a livello fisico e mentale, Bannister era pronto a dare tutto nel giorno più importante della sua vita.

Nella pista di Oxford, il 6 Maggio 1954, Bannister stava finendo il suo terzo giro di pista con solo un altro corridore davanti a lui, in 3 minuti e 0,7 secondi (leggermente più lento del passo di 4 minuti)…Ding! Ding! Ding!… si sente finalmente il suono della campana che indica l’ultimo giro, e Bannister libera tutta la sua energia e velocità. Inizia a staccare tutti, la folla si alza in piedi: 3:40, 3:41, 3:42. Arriva la retta finale, il pubblico delirante urla e lo incita con forza…3:54, 3:55…Bannister attraversa la meta, consapevole solo di aver dato tutto. Lo speaker fa un lungo annuncio “R.G. Bannister, soggetto a rettifica, ha imposto un nuovo record di 3 minuti…“. Gli urli di festeggiamenti della folla coprono la voce dello speaker e non si capisce il resto dell’annuncio. In 3 minuti, 59 secondi e 4/10 di secondi, Roger Bannister aveva superato una delle grande barriere della storia umana. E lo fece anche grazie al suo coraggio nel decidere di riposare e rigenerarsi. 

GUARDA IL VIDEO ROGER BANNISTER

Se i grandi atleti possono allontanarsi qualche giorno dagli allenamenti, lo puoi fare anche tu. Di fatto, uno degli aspetti che li rende così forti è proprio perché si riposano tanto quanto si allenano. Senza questo “equilibrio” tra sforzo e rigenerazione, non raggiungerebbero mai grandi risultati.

Le vacanze annuali sono un momento chiave per potersi rigenerare profondamente non solo a livello fisico, ma sopratutto mentale. Non aver paura di allenarti molto meno, dormire di più, condividere di più con famiglia e amici, e sopratutto di pensare meno al triathlon. Se riesci a concederti questi giorni di relax, tornerai a casa con voglia di allenarti di più e farai dopo poco un salto di qualità nelle tue prestazioni.

Buone vacanze e buon riposo!

 

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